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madmad flashback dal passato
martedì, 21 aprile 2009
Sono in vena di reminescenze passate, di quando in questo periodo aspettavo con ansia la fine della scuola per scappare al mare. Mancava poco meno di due mesi all'inizio delle vacanze estive, delle lunghe giornate sulla spiaggia, dei giochi, delle corse in bicicletta sfrenate, delle feste con giradischi e gioco della bottiglia; dei primi batticuore, degli sguardi timidi e curiosi, dell'ansia di conoscere, di immaginare, di sognare.
Ricordi di gioventù serena, fortunata, protetta. Ricordi di una madre dolcissima che ho perso troppo presto e di un padre allegro e scanzonato che ancora è presente nella mia vita, ancora di salvezza, dove mi aggrappo quando sto per soccombere sotto il peso dei ricordi felici, di quello che è stato e non sarà mai più.
madmad ♥
malinconie delle 09:50 ♥ link ♥
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giovedì, 22 maggio 2008
questo post che si trova su quasi tutti i miei numerosi blog è dedicato alla mia insegnante di latino, greco e storia dell’arte al liceo :)
Era un tipo alquanto bizzarro e non comune, di grande cultura, spirito e verve per essere una più che settantenne insegnante di liceo.
Si favoleggiava che fosse entrata in convento il giorno del suo matrimonio; mollò il marito sull’altare e scelse un’altra strada.
Da giovane doveva essere stata alquanto carina, ma soprattutto con un carattere veramente particolare.
Era una sportiva e continuò ad esserlo fino a parecchi anni dopo che finii il liceo, Seppi che continuava a girare per Roma in bicicletta, con la tonaca svolazzante buttata dietro le spalle tipo sciarpa senza timore delle macchine e del traffico della capitale.
Quando suonava qualche telefono per i lunghi corridoi del collegio lei non correva, ma pattinava sulle sue scarpe nere allacciate dalla suola liscia per rispondere in fretta, sempre con la pettola della tonaca buttata all’indietro.
Essendo molto sportiva apprezzava chi facesse sport. Un anno io e la mia compagna di banco decidemmo di prendere lezioni di tennis prima di scuola. L’appuntamento col maestro era all’alba delle 7 sul campo del collegio.
Chiaramente Madre Consuelo ci vedeva e ci permetteva, quando avevamo lei alla prima ora, di farci un riposino per la prima mezzoretta. Io e la mia compagna ci mettevamo all’ultimo banco e chiudevamo gli occhi per un poco.
Passata la mezzora la voce di madre Consuelo tuonava: “beh carine, adesso basta, tornate avanti e seguite la lezione” non prima di averci additate ad esempio alle altre compagne che non facevano sport all’alba :))
Su ogni piano del collegio ci stava una sala con un tavolo da ping pong.
All’intervallo che durava circa un quarto d’ora si giocava all’americana in 5 o 6 girando intorno al tavolo. Chi perdeva la battuta era escluso finchè non rimanevano due partecipanti che finivano da soli la partita. Madre Consuelo partecipava sempre e la ricordo pattinare intorno al tavolo con la sua tonaca a sciarpa, eccitata come una ragazzina.
A volte quando c’era greco o latino dopo l’intervallo lei organizzava delle piccole rappresentazioni teatrali estemporanee.
Stavamo studiando le vite parallele di Plutarco e lei durante la ricreazione acchiappò tre di noi, ci istruì e ci vestì con dei lenzuoli bianchi e a sorpresa di tutta la classe ci fece recitare la scena dell’assassinio di Giulio Cesare, tra l’ilarità generale di tutti, lei compresa, che si divertiva tantissimo in queste cose.
Potevamo parlare tra di noi durante la lezione, a patto che lo facessimo in greco o latino, e ci insegnava i vocaboli che noi maccheronicamente storpiavamo dall’italiano.
Aveva uno sgabuzzino, nel quale conservava tutti i suoi libri di testo, i costumi rimediati per le rappresentazioni estemporanee, le merendine per la ricreazione ed altre sue cose personali.
Una di queste era un teschio, poggiato su un cuscino di velluto rosso, che lei tutte le mattine amorevolmente lucidava. Non sapemmo mai di chi fosse, ma chi arrivava molto presto a scuola poteva vederla intenta in questa operazione.
Venne al mio matrimonio in chiesa e la rividi qualche anno dopo quando la andai a trovare in collegio.
Era molto anziana e a meno che non sia come highlander credo che ormai avrà raggiunto il Creatore. Io voglio ricordarla così, piena di vita, mentre pattinava per raggiungere il telefono o mentre giocava con noi a ping pong, con la tonaca a mo’ di sciarpa, gli occhiali spessi sul naso e un perenne allegro sorriso sul volto.
madmad ♥
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domenica, 18 maggio 2008
un tenero micione; all'inizio il suo nome era Fispino, poi col passare del tempo ebbe tanti soprannomi e in ultimo Chiattone The Cat perchè era un poco cicciotto.
Era il mio animaletto adorato, la notte dormiva con me e mi si metteva in testa come un colbacco. Mi ha dato tanta felicità ed io son stata con lui fino alla fine.
Ricordo come fosse oggi il giorno in cui morì, purtroppo una scelta obbligata dovuta ad un inoperabile tumore. Quanto mi manchi ancora tesoro mio, anche se son passati tanti anni. :(
Sarò felice quando vi reincontrerò tutti, animucce senza parola ma espressivi più di qualunque parola. Siete sempre nei miei pensieri.
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domenica, 27 agosto 2006
Mio padre è sempre stato appassionato di elettronica e di questa passione ha fatto il suo lavoro e la sua vita. Costruì la sua prima radio quando aveva 13 anni e nella sua vita non so quante radio avrà comperato. Specie quando acquistava dei modelli piccoli e moderni li soprannominava radiogioiellini :) Io non capivo il perchè di questo soprannome ed ho sempre immaginato fosse dovuto al fatto che lui li considerava proprio dei gioiellini di tecnica e quindi aveva coniato questo buffo termine.
Oggi invece ho scoperto il perchè. Mi ha raccontato che appena sposato con la mia mamma, non se la passavano molto bene economicamente, ma decisero di comperarsi una radio. La loro prima radio si chiamava proprio così: "Radiogioiellino". E siccome il cinema è grande, la televisione un po' più piccola, ma internet è megagalattico ho facilmente trovato la foto e la scheda tecnica del radiogioiellino originale :)
Ecco il mitico Radiogioiellino.
:)
madmad ♥
ricordi del babbo delle 09:37 ♥ link ♥
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sabato, 15 aprile 2006
si mettevano le uova a bollire con la carta crespa dei fiorai
per tingerle di tutti i colori
e decorarle poi con la fantasia che solo i bambini hanno
si scriveva una letterina ai genitori
promettendo di comportarsi bene e di studiare
e si aspettavano con trepidazione le uova di cioccolato
in cui spesso si trovavano deludenti sorprese
ma c'era comunque l'emozione di aprirle
e si andava sempre al mare
e il tempo era quasi sempre bruttarello
si accendeva il caminetto
e si metteva lo scaldino nel letto
e le stufe sempre accese
e quell'odore un po' di freddo e un po' di mare
di legna bruciata e di sale
e il pranzo coi parenti
e le passeggiate sulla spiaggia
e le corse in bicicletta
e più in là con gli anni rivedere gli amici
o il ragazzetto che l'estate prima ti piaceva
e sentirsi pieni di speranza
per la primavera in arrivo
che riannodava i fili spezzati dall'inverno
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venerdì, 03 marzo 2006
Difficile a dirsi... le prime immagini di cui ho avuto percezione sicuramente riguardano una porta a vetri, un soggiorno molto illuminato dal sole ed una prospettiva certamente raso terra, il tutto molto ma molto sfocato, come una fotografia fatta male. Forse gattonavo in giro per la casa... All'epoca io e i miei genitori abitavamo a Napoli in una casa costruita praticamente nel mare. Antiche mura di tufo corrose dal vento e dalle tempeste, con oscure cavità in cui si rifugiavano uccelli e gatte selvatiche per dare alla luce i gattini. Archi vuoti come occhi senza bulbi, una balaustra con le colonnine e via con lo sguardo verso Sorrento; mare, mare, mare dappertutto: nella tromba delle scale dove rombava durante le mareggiate, fuori da ogni finestra, nelle grotte sotto il palazzo...
Un posto misterioso e incatevole, che ha lasciato in me qualcosa di indefinibile: un misto di nostalgia, rancore e desiderio di rivivere e riassaporare i giorni passati in quei luoghi.
madmad ♥
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martedì, 24 gennaio 2006
quando ero piccola c'era un giocattolo che non ho mai avuto... un forno elettrico in miniatura che funzionava veramente... non so se era il forno di barbie o qualcosa del genere; fatto si è che all'epoca pur intrigandomi l'oggetto evidentemente non mi intrigava a tal punto da mettermi a fare la lagna lagnosa per riceverlo in regalo.
Però mi è sempre rimasto in testa e ieri, mentre stavo al centro Giotto per cambiare una tastiera da pc.... cosa ti vedo? una specie di forno di barbie per adulti... un fornetto ridicolo, con forme e colori anni 60, che, è inutile dirlo... doveva essere mio a tutti i costi. E così è stato, visto che, guarda caso, costava come la tastiera che dovevo cambiare. Fatta così la permuta e installato l'oggetto sul piano cottura eccolo ancora mai usato in tutto il suo fulgore:
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lunedì, 15 agosto 2005
son tornate di gran moda :-)...
Avrò avuto tredici anni quando insieme alla mamma comperammo su una bancarella al mare la prima patacca. Fine anni '60 inizio '70.. me la ricordo come fosse ora anche perchè non è che mi piacessero moltissimo,
ma quella era speciale... All'epoca non ero malaccio e la mamma aveva notato che avevo più di un corteggiatore.... e allora... guardate qui che patacca mi comperò....
purtroppo non ho la foto dell'originale persa chissà quando e chissà dove... l'ho ricreata oggi al computer... ed è quasi uguale a quella di tanti tanti anni fa :-)
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martedì, 28 giugno 2005
vorrei essere come quel cavallo bianco che correva a perdifiato tra colline, spiagge e spruzzi d'acqua. Che bello che era quello spot di carosello di tanti anni fa...
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mercoledì, 22 giugno 2005
Beh chi si ricorda questa frase è della mia epoca :-) e il ritorno dell'estate mi fa sempre venire in mente le mie spensierate vacanze estive al mare, molto tempo delle quali si passava vicino al juke-box a risentire i tormentoni o le belle canzoni di moda in quell'anno.
Di quelli che mi ricordo:
Tormentoni:
- pop corn
- il dio serpente
Canzoni flash-back legate a pelle a dei ricordi:
- vendo casa
- fiori rosa fiori di pesco
- 29 settembre
- pensiero stupendo
e ce ne sarebbero tante altre ma... non mi vengono in mente i titoli
madmad ♥
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domenica, 05 giugno 2005
questo era il periodo in cui, finita la scuola io e la mia mamma partivamo per il mare dove restavamo ben 3 mesi e mezzo, di solito fino a quasi tutto settembre, visto che la scuola ricominciava a ottobre (bei tempi eh?).
Papà ci veniva a trovare nei weekend e poi il mese di agosto stava con noi.
La partenza era immediatamente dopo l'ultimo giorno di scuola ed io i quadri non li ho mai visti in vita mia, tranne forse il giorno della maturità, no neanche quello, ora che ci penso telefonai a scuola e mi feci dire da Suor Maria Augusta, il voto.
Queste partenze prima di sapere il risultato definitivo mi mettevano sempre un poco in ansia e puntualmente, ogni anno, nei giorni al mare in cui attendevo il responso, facevo sempre lo stesso identico sogno: telefonavo a scuola e loro mi dicevano: è tutto a posto sei stata promossa :-)
Avrei potuto scommetterci che avrei sognato questa cosa, da che ho memoria, specie al liceo, tutte le estati, in questi primi di giugno, sognavo di telefonare a scuola e di ricevere il fatidico verdetto. La mia vita estiva cambiò all'università; finite le lunghe vacanze, avevo appelli sempre fino alla fine di luglio, il voto si sapeva subito ed io smisi di fare questo sogno tranquillizzante e beneaugurante. Ero diventata adulta... purtroppo...
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martedì, 24 maggio 2005
non ho resistito quando su uno dei siti di grafica miei preferiti ho trovato questo set, decisamente e adorabilmente vintage... come si usa dire adesso; l'ho preso e l'ho montato sul blog. Guardo queste figurine e mi ritrovo immediatamente, come se fossi salita sulla macchina del tempo, proiettata una quarantina di anni fa :-) quando ero piccina picciò e mi divertivo a ritagliare i vestitini dagli album per vestire le bamboline di carta... esistono ancora simili semplici giochini per bimbe?... forse si.... chi lo sa :-)
madmad ♥
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lunedì, 18 aprile 2005
Gironzolando tra i blog ho trovato questo post che mi ha fatto tornare alla mente la magnifica serata del 31 dicembre del 1978 che passai, insieme al mio novello sposo, al ristorante del 107° piano del World Trade Center. Era freddo ma non c'era la neve e dietro le grandi vetrate del ristorante ammiravamo le luci della città che si accendevano e spegnevano a seconda delle nuvole che passavano a quell'altezza. La cena fu squisita, come d'obbligo per un cenone di fine anno, e ricordo ancora lo Chef che con un altissimo cappello portò a tavola il dolce, un delicatissimo soufflè all'arancia. Aveva una certa età lo Chef e spero proprio che sia andato in pensione prima di quello che successe molti anni dopo.
E per non dimenticare quell'11 settembre di pochi anni fa, come dice Aribandus, ecco qui la gif che linka il suo post.
madmad ♥
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lunedì, 04 aprile 2005
era passato così poco tempo dall'altra fumata bianca che nel giro di neanche due mesi ci ritrovammo io e mamma a guardare la televisione mentre un'altra fumata bianca si innalzava nel cielo di San Pietro. Il ricordo che ho dei momenti successivi è abbastanza ridicolo perchè quando fu dato l'annuncio, il cardinale pronunciò il nome del Papa con un accento così strano che io e mia madre ci guardammo negli occhi e dicemmo all'unisono: "un Papa Africano!!!" e ci immaginammo un innovativo contrasto tra la tonaca bianca del futuro Papa e la pelle nera :D
E invece uscì fuori un Papa bianco che più bianco non si poteva e iniziò a parlare con il suo accento straniero e dalle prime frasi si capì che sarebbe stato un papa sui generis. E così è stato.
Vedremo il prossimo...
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giovedì, 31 marzo 2005
Pensavo giorni fa alle cose che negli anni si sono estinte oppure hanno subito una mutazione... una di queste è il cartone del latte a forma di piramide a 4 facce. Ve li ricordate quegli assurdi cartoni del latte cui si tagliava la punta? Ma più visti. Un'altra cosa che ha invece subito una mutazione genetica è stata la banana della perugina: quei deliziosi cioccolatini a forma di banana avvolti nella stagnola gialla che avevano all'interno un pastoso ripieno dal sapore di banana. Ricordo come fosse adesso che ogni tanto, per premio, la mia mamma mi consentiva di arrivare al bar-tabaccheria che distava un centinaio di metri da casa e comperarne una. Costavano all'epoca 20 lire e per me erano BUONISSIME! Ricordo ancora il tabaccaio che era brutto come la fame e stava seduto su un trespolo in alto dietro al bancone. Sullo sfondo le sigarette e molti pacchetti aperti visto che all'epoca si vendevano anche sfuse. Aspettavo con timidezza il mio turno e poi chiedevo l'agognato cioccolatino :-) pagavo con la monetina di rame e me ne tornavo contenta a casa. Beh, la Perugina è riuscita a rovinare un mio piccolo mito... adesso al posto del pastoso interno ha inserito una squacchiosa cremina dalla consistenza molliccia.... eh come dice sempre il mio babbo... il mondo peggiorando invecchia :-)
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venerdì, 25 marzo 2005
oggetto tipico degli anni 60-70.... ne avevo un come questo della foto sotto, giallo e lo portavo sempre con me con un portadischi che conteneva i 45 giri più nuovi che ascoltavo in quel periodo. Ricordo che spesso al mare lo mettevo nel cestino della bicicletta e scorazzavo per i viali ascoltando "Azzurro" di Celentano. Non potevo cambiare il disco al volo visto che stava dietro il sellino ma quando la musica finiva, un colpetto sul disco e ricominciava daccapo.
Oppure durante un viaggio verso Capua, dove andavamo a trovare dei nostri parenti ogni settembre: la macchina in cui io e mamma viaggiavamo era un vecchio maggiolino ed io dovevo rigorosamente stare sul sedile posteriore durante tutto il viaggio. Dietro questo sedile c'era un vano portabagagli in cui io avevo messo il mangiadischi e mi divertivo a cambiare i dischi durante quelle due orette di viaggio. Ricordo come fosse ora una canzone, che suonai fino a consumarla: "La bambola" di Patty Pravo. Io avrò avuto una decina di anni e quella canzone la trovavo molto intrigante e la ascoltavo a ripetizione.
Dimenticai poi quei dischi nella macchina sotto il sole e con il caldo si ondularono tutti e suonavano male nel mangiadischi... fu un grande dispiacere... e a quei tempi... i giochi rovinati per incuria non si ricompravano... e così i miei dischi preferiti andarono persi per sempre

photo by http://www.mangiadischi.up.to/
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mercoledì, 23 marzo 2005
Pasqua sta per arrivare e mi torna in mente un vacanza che facemmo all'Isola d'Elba un anno in cui la festività cadeva quasi alla fine di Aprile. Di solito, a mia memoria, il tempo è sempre stato abbastanza brutto durante queste festività, ma quell'anno invece fummo allietati da giornate calde, soleggiate e direi quasi estive. Infatti riuscimmo persino a prendere in affitto un ombrellone sulla spiaggia di Fetovaia e a fare il bagno a mare.
Ma la sorpresa più bella fu quella che ci riservò un rientro a casa di sera dopo essere andati a mangiare una pizza. Lungo tutta la strada che portava da Marciana Marina a Procchio i cespugli brillavano di lucine: erano anni e anni che non vedevo le lucciole e quella sera di primavera esageratamente calda ci regalò questo spettacolo che mai più ho avuto la gioia di rivedere.

photo by http://csuohio.edu/_math/martins/mth487/
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domenica, 20 marzo 2005
quando uscì in Italia, Barbie fu un grandissimo avvenimento: la prima bambola che non aveva un aspetto da infante da cullare e portare nel passeggino. E non aveva neanche un aspetto da bambina di 6 o 7 anni, era una GRANDE! E ti faceva entrare nel mondo dei grandi... aveva il seno, le gambe lunghe da gazzella, le forme al posto giusto ed era pettinata e truccata. Ricordo che vicino casa la vendevano solo dalle Sorelle Adamoli in via Salaria e li un pomeriggio credo in occasione del mio compleanno ci dirigemmo per aquistarne finalmente UNA. Perchè allora di Barbie se ne possedeva una sola, ed una sola rimase per sempre. C'erano due pettinature da poter scegliere: la coda di cavallo oppure una pettinatura corta un poco gonfia a palloncino, decisamente da signora. Esclusi la coda di cavallo, volevo proprio che fosse pettinata da grande, e dei tre colori di capelli optai per quello che per me era più particolare, un bel color rame scuro. In seguito sempre per qualche occasione speciale iniziai ad avere in regalo qualche vestito o accessorio e ricordo ancora come mi arrabbiavo quando giocando con le amiche perdevo uno dei microscopici sandali e così Barbie restava con le scarpe spaiate. Avevo trovato il modo di cambiare gli orecchini che erano delle sferette di vetro molto simili agli spilli che hanno la capocchia a forma di pallina colorata e così, a seconda del colore degli abiti, abbinavo gli orecchini adatti. Conservai questa Barbie per tantissimi anni e la regalai poi ad una nipotina. Non so quanto ci abbia giocato lei, ma sicuramente poco; con tutte le decine di Barbie moderne che accavallavano le gambe e piegavano le braccia, la mia era sicuramente out of time. Ne ho cercata una su Ebay, uguale alla mia, e ce ne sono. C'è un gran mercato delle Barbie vintage.... ma non ho l'ho comperata. Comunque non sarebbe stata la mia...
===== Aggiornamento =====
Eccone una trovata su ebay proprio adesso :-) E' uguale a quella che avevo ed ha raggiunto, ma forse salirà ancora, il prezzo di 128 dollari.
Beh, non li dimostra 40 anni eh? Forse perchè è sempre rimasta nella scatola?
photo by ebay
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sabato, 19 marzo 2005
sta per arrivare e mi torna in mente quando tanti anni fa, nel giardino di una vicina al centro di Roma durante tutto il mese di maggio suonava ad una certa ora una campanella. Era l'ora del rosario, e di solito andavo con la mia mamma a seguire questa mezzoretta di preghiera. La padrona di casa metteva in giardino tante comode seggioline intorno a un altarino ricavato in una roccia in cui era sistemata una immagine della Madonna. Tutto intorno era un tripudio di piante di rose fiorite e il profumo di quei fiori e quell'atmosfera amichevole e così diversa da quella formale di una chiesa mi son rimaste impresse nella memoria. Avevo circa 8 o 9 anni e ricordo ancora che, come si usava un tempo, i bambini che avevano appena fatto il bagno dovevano restare al caldo a casa e non prendere correnti d'aria. Così un pomeriggio di bagno ritardatario... non potetti accompagnare mamma al rosario e con una punta di dispiacere ricordo ancora quel giorno, la campanella che suonava, la mamma che usciva ed io affacciata alla finestra che osservavo l'ingresso del giardino dove si svolgeva la quotidiana funzione.
madmad ♥
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